EVOLVERE PER SEMPLIFICARE: LA NUOVA VITA DEL SUPERBONUS 110

EVOLVERE PER SEMPLIFICARE: LA NUOVA VITA DEL SUPERBONUS 110

Il bonus 110% si cambia d’abito.
Alle accuse di essere eccessivamente complicato e di difficile comprensione, si è risposto in maniera incisiva e, a tutti gli effetti, positiva.
La riduzione delle aliquote ed una sola detrazione fiscale del 75% in base all’efficientamento dell’edificio, è solo una delle novità della rimodulazione della riforma. Aggiungiamo poi l’aumento dei beneficiari ammessi e la semplificazione delle procedure: sarà, quindi, più snello portare in detrazione gli interventi di riqualificazione e di adeguamento energetico cercando di rendere più lineare una formulazione che sembrava scritta in politichese.
Il superbonus 110% cambierà pelle: come anticipato non sarà più una sola aliquota fiscale con tante sotto aliquote ma, nel nuovo assetto destinato alle riqualificazioni edili, queste saranno integrate con altri bonus per l’efficientamento energetico e la riqualificazione degli immobili.
Tramite Vanna Gavia, sottosegretario al Ministero della Transizione Ecologica, in risposta a una interrogazione proposta in commissione Attività produttive della Camera, si è proclamata la proroga del provvedimento mettendolo nero su bianco nel Recovery Plan italiano presentato a Bruxelles.
Accogliendo il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), le Camere hanno accolto la proposta della proroga al 2023 ed il conseguente tentativo di semplificazione.
Sotto la bandiera degli “interventi robusti sul piano degli snellimenti procedurali e delle semplificazioni” di Draghi, è stato annunciato che a queste disposizioni parteciperanno anche le aliquote introducendo un sistema differenziato in base ai lavori affrontati ma sempre all’ interno dello stesso sconto fiscale. Conglobati, quindi, in questo sistema di scontistiche, saranno l’ecobonus (65%), il sismabonus (75-85%), il bonus casa (50%), il bonus facciate (90%), il bonus mobili (50%), il bonus verde (36%) e il bonus alberghi.

Le Camere hanno, quindi, confermato la proroga al 31 dicembre 2023 per il superbonus 110% che, sposterebbe tutto di un anno cioè:
 -al 30 giugno 2022 per tutti i lavori;
 -al 31 dicembre 2022 per i condomìni che a giugno 2022 abbiano concluso almeno il 60% dei lavori;
 -al 30 giugno 2023 per gli ex-IACP che al 31 dicembre 2022 abbiano concluso almeno il 60% dei lavori.

In attesa che il decreto di attuazione sia approvato da Bruxelles, non si ha nulla di certo.
Però il Senato ha proposto di semplificare portando ecobonus, bonus ristrutturazioni, bonus mobili, sismabonus, bonus verde, bonus facciate, bonus idrico e bonus colonnine in regime di aliquota unica fissata al 75% e, altra novità, con una riduzione dei tempi del rimborso che passa da 10 a 5 anni.
Questo comporterebbe ad una semplificazione fiscale non indifferente.
Ma, la novità vera, è che il superbonus può essere esteso non solo ai privati ma anche alle strutture ricettive, alberghi, imprese agricole e aziende agrituristiche. Ed in più, suggerisce il Parlamento, gli interventi riguarderanno la riqualificazione e messa in sicurezza dell’intero patrimonio immobiliare pubblico in particolare scuole ed edilizia residenziale pubblica, sanitaria, della giustizia e delle strutture sportive.
In più, da Recovery Plan, sono state inserite procedure per snellire la verifica preventiva della conformità urbanistica ossia le pratiche richieste per gli interventi sugli edifici ubicati nei centri storici e per garantire una accelerazione dei tempi di recupero del credito, oggi fra i 5 e i 10 anni.
Il Senato ha chiesto che lo sconto in fattura e la cessione del credito venga trasformato in sistema strutturale al fine di realizzare una piattaforma digitale unica: questo garantirà anche i crediti d’imposta e la loro certificazione.

Diciamo che l’ondata di semplificazione è una ventata positiva alla sinfonia di un bonus capibile ma difficilmente applicabile. Tra i mille cavilli di una disposizione governativa che potrebbe incentivare il cambiamento, un piccolo spiraglio di luce è stato acceso.

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